Titolo Proprio: Calandra con phalaride
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 847
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 9,8 x 11,2
Tag: uccello , allodola massima, Belon ,

L'illustrazione raffigura una calandra, uccello mai catturato nel territorio bolognese; per questo motivo Aldrovandi si avvale sia del testo sia dell'immagine forniti da Belon. L'animale era molto simile all'allodola, tanto che in alcuni luoghi, tra cui Venezia, veniva chiamato proprio "allodola". Anche il suo canto era del tutto simile a quello dell'allodola, sebbene più acuto; uguali erano inoltre il colore del piumaggio, la conformazione della testa, delle ali e della coda, nonché le abitudini. La calandra appariva tuttavia più grande e, per questa ragione, era conosciuta anche con il nome di "allodola massima". In proporzione al corpo, anche il becco risultava più grande e soprattutto più robusto, caratteristica che la natura le aveva conferito per consentirle di frantumare i semi più duri dei quali si nutriva.
Nella xilografia l'uccello è raffigurato accanto a una pianta di phalaris, appartenente alla famiglia delle graminacee, verosimilmente in riferimento al fatto che questi uccelli, una volta catturati, venivano alimentati in gabbia con semi.
Questo uccello si distingueva per la sua voce armoniosa. Belon scrive che in Francia le calandre venivano vendute a caro prezzo proprio per questa caratteristica e che, per elogiare una persona dotata di una bella voce, si era soliti dire che cantava bene come una calandra.
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